La pratica di Respirazione Consapevole Terapeutica® consiste in una serie di tecniche respiratorie ritmiche nelle quattro fasi del respiro (inspirazione, apnea a polmoni pieni, espirazione, apnea a polmoni vuoti), ritmi e posture specifiche, statiche o dinamiche, che potenziano specifiche funzioni psico-fisiche, associate all’uso della luce di diversi colori, all’emissione della voce, alle visualizzazioni e all’uso di essenze selezionate.
Le tecniche sono una decina circa, raggruppate in 4 gruppi, cui si aggiungono diverse varianti a seconda della necessità della persona e della sensibilità dell'operatore.
Si tratta di un lavoro progressivo che utilizza una respirazione completa, apportando una serie di benefici sul piano organico, emozionale, mentale e della consapevolezza di sé, poiché tutti questi vengono modulati dal respiro consapevole. La respirazione avviene dal naso.
La pratica è associata al concetto di eucitotrofismo, cioè si basa sulla ricerca del giusto ed equilibrato approccio trofico (di nutrimento) a livello cellulare, fondato sull’elementare principio di buon nutrimento e buono svuotamento sia a livello psichico che a livello organico.
Essa nasce dall'insieme delle esperienze, della ricerca e degli studi di un gruppo internazionale di medici, psicoterapeuti e operatori nella relazione d'aiuto, chiamato Human Quality Improvement, a partire da un'antica tradizione medico-sacerdotale egiziana. Tutto questo è stato poi codificato in un Metodo, trasmesso nella Scuola di Naturopatia H.Q.I. di Udine dal 2001, oggi chiamato Respirazione Consapevole Terapeutica®.
Praticando il respiro consapevole compiamo un lavoro respiratorio che consiste in un riequilibrio degli aspetti energetici e fisiologici e un potenziamento di ciò che può funzionare nel nostro corpo.
La pratica ha l'obiettivo finale di centrare la persona nel cuore, che si trova proprio tra i polmoni, al centro del petto, di alleggerire il nostro centro fisico ed energetico cardiaco, affinchè sia "più leggero di una piuma".
Il lavoro consiste nell’uscire da una respirazione automatica, acquisita dalla madre, e influenzata da schemi nevrotici della propria vita, una respirazione che definiamo “di sopravvivenza”, e acquisirne una funzionale che possa accompagnare il corpo, così allenato e rivitalizzato, nella quotidianità e nelle difficoltà.
Con la pratica di respiro consapevole creiamo uno spazio di lavoro, osservazione e accoglienza di ciò che emerge, dove la persona possa essere presente a sé stessa, responsabile, si senta capace e si impegni con intenzionalità nell’attuare un cambiamento psico-fisico.
Le tecniche devono essere eseguite dopo un buon rilassamento generale, che è propedeutico e importante soprattutto all’inizio, per sviluppare la consapevolezza delle proprie tensioni e la percezione del proprio corpo. è necessario quindi lasciare il peso e il controllo del corpo, distendere i muscoli delle estremità, della mascella, della nuca, del petto, dell’addome, del dorso e lasciare il respiro che avvenga spontaneamente.
Nella pratica la persona incontra sé stessa, le sue risorse ed i suoi limiti.
L'altro aspetto fondamentale e preparatorio alle tecniche, che si invita a mantenere per tutta la sessione, è la centratura su sè stessi, in contatto con il centro del proprio petto. Occorre portare l’attenzione sul proprio cuore, sulla pancia e sull'intera area polmonare, nel petto, la sede dove si integrano pensieri ed emozioni.
Gli incontri sono adatti a chi sente la necessità di conoscere il proprio respiro, potenziando capacità e mobilità respiratoria, trasformando schemi respiratori associati a tensioni e rigidità corporee e mentali in schemi di apertura, elasticità, espansione e ampio respiro.